Trasporto pubblico: ancora non ci siamo!

Secondo molti, il futuro del trasporto urbano è su due ruote e sui mezzi pubblici. Tuttavia, il nostro Paes è molto indietro su entrambi i fronti. Concentriamoci però un attimo sul trasporto pubblico che è carente nella maggior parte delle città italiane, comprese quelle principali e più grandi.

I mezzi pubblici spesso non sono adibiti per il trasporto disabili Roma perché non hanno a bordo nessun tipo di dispositivo. Anzi, facciamo un passo indietro. Nella quasi totalità dei casi, i mezzi pubblici non consentono ai disabili di salire a bordo. Non ci sono vetture che si abbassano a livello strada. Ci sono scalini, dislivelli e distanze che una persona con ridotta capacità motoria non è in grado di affrontare. Solo in alcune stazioni si è fatto attenzione alle barriere architettoniche mentre in altre non c’è nemmeno l’ascensore funzionante per arrivare alla banchina. Insomma, un vero disastro!

Capita spesso che anche opere di recente realizzazione non prestino alcun tipo di attenzione a chi ah capacità motoria ridotta, rendendo quindi il servizio inutilizzabile. Per spostarsi nel quotidiano, moltissime persone con disabilità sono costrette quindi a ripiegare su altri sistemi. In assenza di un servizio pubblico adeguato, per il trasporto disabili Roma si ripiega su compagnie private.

In secondo luogo, a bordo non c’è alcuna soluzione per chi ha, per esempio, una sedia a rotelle. Raramente si vedono vetture con spazi adatti a bloccare le carrozzine e altri mezzi per la deambulazione. Le famiglie dei disabili che hanno necessità di spostarsi per ogni esigenza. Devono quindi occuparsene da soli. La soluzione si presenta loro grazie al servizio di trasporto disabili Roma che mette a disposizione una ambulanza privata.

Il trasporto pubblico ha delle mancanze evidenti che rendono il servizio ancora inadeguato e incapace di rispondere alle più moderne esigenze di tuti i passeggeri, dagli 0 ai 100 anni. La modernità o, al contrario, l’arretratezza di un paese si misura anche su questo terreno qui perciò l’Italia ne esce sconfitta.