Alessandro Rizzo
Nell’ambito della 64° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, quella del 2007, sarà dedicato un premio collaterale per i film presentati sul tema delle differenze di orientamento sessuale e sulle tematiche GLBT. A certificare questo passo importante e storico per l’Italia, sulla via del tardo riconoscimento pubblico a tutti gli effetti della dignità artistica del genere filmico sull’omosessualità, è lo stesso direttore della Biennale Cinema che organizza la Mostra, Marco Muller, il quale in un incontro con una delegazione dell’associazione CinemArte, presieduta dal proprio presidente, Daniel Casagrande, alle prese con la seconda edizione delle Giornate di Cinema Omosessuale a Venezia, con l’Onorevole Franco Grillini, presidente onorario di ArciGay, ha considerato l’importanza che questa decisione assume nel porre la giusta attenzione internazionale dell’arte cinematografica alla tematica GLBT e delle diversità di orientamento sessuale.
L’anno scorso era già stato compiuto, nella tradizione storica ricordata da Muller della Biennale del Cinema di approfondire ogni genere di tematica artistica, un primo atto che avrebbe anticipato questo riconoscimento istituzionale, consegnando il Leone d’Oro andato al film di Ang Lee “Brokeback Mountain”, ed era conseguente che a questo momento conseguisse l’esigenza di dedicare un’autonoma visibilità artistica al genere.
Le regole di organizzazione del Premio collaterale sui film internazionali a tematica GLBT sono state già delineate: sarà formata una giuria di cinque esponenti che godrà di appostiti accrediti da parte dell’organizzazione della Mostra, coinvolgendo associazionismi e soggetti artistici che operano nell’ambito culturale della libertà di orientamento e delle diversità.
Come ogni cambiamento necessario e naturale in campo civile e socio culturale anche questa decisione importante e dovuta ha scatenato alcune reazioni conservatrici che, in un delirio ideologico da crociata e di stampo anticulturale, hanno espresso, come alcuni esponenti della Chiesa e alcuni esponenti politici, la propria disapprovazione, organizzando su proposta di Tinto Brass e della localistica associazione “Venezia libera”, una banale contro-edizione auto-celebrativa del regista sul cinema erotico-sessuale.
Ancora per quest’anno, comunque, dal 5 al 7 settembre, ci si accontenterà di una seconda edizione separata dalla Biennale Internazionale del Cinema delle “Giornate di Cinema Omosessuale”, a cui, oltre al presidente dell’associazione organizzatrice, CinemArte, Daniel Casagrande, e l’Arcigay nella figura del proprio presidente onorario, On. Franco Grillini, parteciperanno espressioni istituzionali del Comune di Venezia e della Provincia, nonché dell’Osservatorio GLBT di Venezia, soggetti patrocinanti la rassegna.
I veri protagonisti di questa nuova edizione però saranno i registi internazionali che presenteranno nell’ambito della programmazione del festival le proprie opere, molte delle quali anteprime europee e mondiali, partecipando ogni giorno all’apertura delle proiezioni a conferenze stampa che si terranno alle 13.30 presso il Casinò nello stand Venice Film Commission. I film potranno essere visionati presso la sala B del Cinema Astra per tutte le giornate della rassegna, a partire dalle 20.00 con la prima proiezione in calendario.
Anticipiamo alcune opere che verranno presentate in questa seconda edizione delle “Giornate di Cinema Omosessuale”.
Si parte ogni sera con la presentazione di un episodio dell’opera "THE LINE OF BEAUTY” di Saul Dibb (UK 2006), film tratto dall’omonimo racconto di Alan Hollinghurst, a cui è stato conferito nel 2004 il Booker Prize, primo celebre riconoscimento letterario inglese a un romanzo gay. La serie racconta la storia di un giovane inglese, Nick, laureatosi a Oxford e immersosi nella frenetica vita londinese, nell’Inghilterra degli anno 80, in pieno thatcherismo conservatore e in uno stile di vita all’insegna della sregolatezza e dell’ambiguità, dove si viene avvinti dal potere della seduzione e della persuasione.
La fantasia diventa metafora nel film francese "GUEULE DE PRINCESSE" di Pépita Mars (Francia, 2006), dove si racconta la storia di una rana/principessa che viene baciata dalla persona sbagliata presentatasi in anticipo all’appuntamento con il proprio principe.
La forza prorompente del legame umano e affettivo dell’amicizia sensuale è il tema principale, invece, di "RAG TAG" di Adaora Nwandu (UK/Nigeria, 2006) dove due giovani Raymond (Rag) e Tagbo (Tag), che si sono incontrati da bambini nei sobborghi di Londra e che, dopo diverse vicissitudini, si sono dovuti lasciare, si rincontrano dopo alcuni anni, riscoprendosi.
Una cospicua presenza di registi indipendenti australiani caratterizza la seconda giornata della rassegna. Da "BOYS GRAMMAR" di Dean Francis (Australia, 2004), racconto di un giovane teenager alle prese con la ricerca della propria identità in una cultura patriarcale e brutalizzato da Nick, oggetto della sua ammirazione, a "LAYOVER" di Ashlee Page (Australia, 2004), che tinteggia con grande maestria letteraria e capacità artistica il dilemma morale di un ragazzo che dovrà scegliere se incontrare un assistente di volo o accudire la propria nonna malata. In "HEALING" di Andrew Bettridge (Australia, 2004) il dolore fisico diventa ricerca di un nuovo sentimento e di nuovi amori e passioni umane, mentre l’anteprima europea del film di Rosetta Cook, "FROCKS OFF - JAMEL" (Australia, 2005) racconta la storia intimista e fortemente esistenziale di una ragazza che, alla vista del vestito di fidanzamento della madre di Jamel, avverte un forte senso di smarrimento di fronte alla vita.
Di tono decisamente più militante è "MA LA SPAGNA NON ERA CATTOLICA?" di Peter Marcias (Italia, 2006) in anteprima mondiale, dove il giovane artista promuove un’inchiesta sul cambiamento sociale, civile e culturale della popolazione spagnola di fronte ai mutamenti epocali del governo Zapatero: un documentario con forti spinte di indagine e di analisi socio culturale. Concludono il 7 settembre la seconda edizione delle “Giornate del Cinema Omosessuale”, interessanti anteprime europee: "EUT-ELLE ETE CRIMINELLE…" di Jean-Gabriel Périot (Francia, 2006), dove viene raccontato il dramma umano e sociale della disperante situazione di confusione civile e di smarrimento dei giorni della liberazione della Francia dal dominio sanguinario nazista, in un clima di esaltazione dei sentimenti e di voglia di riscatto; e il musical ricco di motivi musicali e canzoni che cattura l’attenzione e l’interesse dello spettatore, "COLMA: THE MUSICAL" di Richard Wong (Usa, 2006), la storia di tre giovani, Rodel, Billy e Maribel, alle prese con la vita degli adulti, nella fase di lunga transizione esistenziale e di incertezza perenne circa il proprio futuro alla conclusione degli studi superiori.
Le informazioni più dettagliate sul calendario delle proiezioni e sulle presenze partecipanti ai dibattiti delle Giornate potrete trovarle sul sito www.gay.tv, www.cinemarte.net, dove vengono esposte in modo approfondito le sinossi delle diverse opere e i profili degli autori.
Alla conclusione della rassegna sbarcherà al Lido di Venezia anche una crociera gay, dove si potranno coinvolgere i passeggeri nella conclusione dell’evento, approfondendo le questioni che le giornate del cinema omosessuale hanno evidenziato e promosso con la presentazione di opere autorevoli, indipendenti e underground.
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