Il Castoro Cinema n. 234
Un nuovo “Castoro” in libreria: Wong Kar-wai, monografia n. 234 della collana “Il Castoro Cinema”, firmata da Silvio Alovisio.
L’intera opera di Wong Kar-wai viene indagata ponendo l’attenzione sulla profonda continuità tematica ed espressiva che la caratterizza e che resta sottesa a una fitta rete di riferimenti intertestuali, nessi, citazioni e varianti che ricorrono di film in film.
Il cinema di Wong Kar-wai è radicato nella realtà culturale di Hong Kong ma è anche influenzato dalla tradizione del cinema moderno occidentale. Nell’analisi condotta da Alovisio emergono i legami del regista con la “sua” Hong Kong, prestando particolare attenzione agli anni della formazione, al rapporto con la storia della città, con la geografia dei suoi quartieri, e con alcuni generi cinematografici tipici del cinema locale (dal wuxiapian al melodramma, passando per il noir).
L’analisi dei film mira a indagarne gli elementi stilistici e il sofisticato lavoro condotto non solo sulla composizione delle immagini ma anche sulle loro relazioni con uno degli aspetti centrali del cinema di Wong Kar-wai: la musica. Pari attenzione è rivolta dall’autore alle strutture narrative dei film, considerate nelle loro spiraliformi architetture fatte di coincidenze, ripetizioni, sdoppiamenti e variazioni, esito di un fecondo equilibrio tra l'intuizione improvvisata del set e un’accurata programmazione compositiva. Appare a poco a poco evidente che il filo interpretativo che lega questi aspetti di stile e di racconto è soprattutto il lavoro di orchestrazione e manipolazione del “tempo oggettivo”. Secondo Silvio Alovisio, infatti, il cinema di Wong Kar-wai documenta il continuo precipitare del presente degli oggetti e dei corpi dentro le immagini: “la motivazione che anima questo gesto non è un semplice desiderio di sublimazione estetica, come semplificano i detrattori dell’autore: la posta in gioco è molto più alta, e chiama in causa la possibilità stessa di riconoscere il mondo e conservarne il ricordo”.
La monografia ripercorre l’intero percorso artistico e personale del regista, dagli esordi a oggi, corredando come sempre il testo di oltre cento fotogrammi tratti dai suoi film, prezioso strumento di approfondimento dell’analisi delle singole opere, e di una filmografia e bibliografia complete.
Il regista: Nato a Shanghai nel 1958, ma cresciuto a Hong Kong, WONG KAR-WAI è uno dei registi più innovativi del cinema contemporaneo. Con uno stile inconfondibile eppure spesso imitato, riesce a unire la bellezza all’emozione, in una ricerca formale di rara coerenza. Le sue storie, sempre in equilibrio tra Oriente e Occidente, tra cinema d’autore e di genere, esplorano i temi del ricordo e della nostalgia, della solitudine e dell’amore perduto o mai ricambiato. Tra i suoi film: Days of Being Wild (1990), Ashes of Time (1994), Hong Kong Express (1994), Happy Together (1997), In the Mood for Love (2000), 2046 (204), Un bacio romantico – My Blueberry Nights (2007).
L’autore: Silvio Alovisio è ricercatore di Storia del Cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino e collabora con il Museo Nazionale del Cinema. Ha pubblicato numerosi saggi sul cinema contemporaneo e sul cinema muto italiano, editi in volumi miscellanei e riviste (tra cui «Film History», «Bianco e Nero», «1895»). Con Il Castoro ha pubblicato Voci del silenzio. La sceneggiatura nel cinema muto italiano e Cabiria & Cabiria (con Alberto Barbera). Collabora con le riviste «Segnocinema» e «Close Up» e fa parte della redazione di «La Valle dell'Eden».
WONG KAR-WAI di Silvio Alovisio
Il Castoro Cinema n. 234
PAGINE 232 con 131 fotogrammi b/n; PREZZO: 15,50 Euro
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