Le grandi battaglie nel cinema, dall'1 al 13 Maggio a Milano, Spazio Oberdan Domani nella battaglia pensa a me
comunicato stampa
Il titolo di questa rassegna è lo stesso di un grande romanzo pubblicato nel 1994 dello scrittore madrileno Javier Marìas, che lo aveva a sua volta tratto dal Riccardo III di Shakespeare. Ma si fermano qui le analogie fra il libro e questa rassegna, per la quale vale invece la pena citare una famosa battuta di Samuel Fuller pronunciata dal grande regista americano in Pierrot le fou di Godard: «Il cinema è come un campo di battaglia: amore, odio, azione, violenza, morte. In una parola: emozione.» Tutti elementi contenuti nei film che qui presentiamo, che però, come in un gioco di avvicinamento progressivo, circoscrivono ancora di più le parole di Fuller. Infatti, uno degli aspetti che li caratterizzano è la rappresentazione vera e propria della battaglia, attraverso formidabili sequenze, delle quali si può ben dire che di quelle opere costituiscono spesso il ricordo più incisivo, a volte indelebile. Basti pensare alle spettacolari geometrie degli eserciti schierati di Ran (Kurosawa), Barry Lindon (Kubrick) ed Enrico V (Branagh), alla turbinosa frenesia della battaglia sul lago Peipus coperto di ghiaccio di Alexandr Nevskij (Ejzenštejn), alla futuristica visionarietà di Avatar (Cameron), al rigore tragico delle strategie militari di Lettere da Iwo Jima (Eastwood), alle geniali soluzioni estetiche degli scontri nel fango di Falstaff (Welles), alle chirurgiche operazioni belliche contemporanee di The Hurt Locker (Bigelow).
Abbiamo volutamente lasciato per ultimo il nono film in programma, J’accuse (A. Gance), perché si tratta del titolo più raro della rassegna. Mai presentato allo Spazio Oberdan, questo grandioso affresco sulla miseria endemica e le sofferenze causate dal più orribile flagello dell’umanità, la guerra (lo si potrebbe paragonare a Intolerance di Griffith), il film creò non pochi problemi ad Abel Gance, che fu costretto dalla produzione a ridurre fino a una e vera e propria mutilazione la versione da lui girata e inizialmente montata nel 1919. Oggi, grazie al restauro digitale realizzato dall’Eye Film Institute Nederlands, lo proponiamo nella sua integrità, accompagnato dal vivo su una partitura studiata e composta per questa imperdibile occasione.
Segnaliamo che il filmBarry Lindon sarà preceduto da Day of the Fight, cortometraggio d’esordio di Kubrick nato da un suo reportage fotografico. Questa proiezione vuole sottolineare la collaborazione della Cineteca con la mostra “Stanley Kubrick Fotografo 1945 – 1950” (in corso fino al 4 luglio 2010 presso Palazzo della Ragione, via Mercanti 1, Milano) grazie alla quale tutti i possessori della tessera della Fondazione Cineteca Italiana hanno diritto a un ingresso ridotto alla mostra.
Programma completo su www.cinetecamilano.it
Rif. 1240
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