Fede, speranza e carità nel cinema di Bernard Emond Una Trilogia delle virtu' allo Spazio Oberdan
comunicato stampa
Quello di Bernard Émond, regista, sceneggiatore e documentarista canadese, di formazione antropologo, è un nome ancora sconosciuto al grande pubblico italiano malgrado molti suoi lavori, compresi i tre che qui presentiamo, gli abbiano valso lusinghieri premi e segnalazioni (alcuni titoli: Ceux qui ont le pas léger meurent sans laisser des traces, 1992; La terre des autres, 1995; L'épreuve du feu, 1997; La femme qui boit, 2001, che segna l'inizio del suo sodalizio artistico con l'attrice Élise Guilbault; nel 2008 vince l'Academy canadese per la miglior sceneggiatura con Ce qu'il faut pour vivre, di Benoit Pilon). Proprio per questo la Cineteca, convinta del suo valore e dell'unicità della sua voce, è orgogliosa di aver avviato una collaborazione con la prestigiosa Fondazione Ente dello Spettacolo, grazie alla quale la 'trilogia' di Émond può essere proposta in anteprima nazionale, contemporaneamente a Milano e a Roma. Nella capitale, la retrospettiva viene proposta dal 14 al 16 dicembre come appendice al festival Tertio Millennio, incentrato sul rapporto tra il cinema e la contemporaneità.
La Cineteca prosegue cosi nel compito che si è attribuita di “distributore indipendente e alternativo” di pellicole di qualità, nel tentativo di diffonderle al di là delle proiezioni festivaliere, riempiendo quelle lacune che la distribuzione tradizionale non riesce a colmare.
Il clou della retrospettiva sarà allo Spazio Oberdan la sera di venerdì 18 dicembre, in cui l'incontro col regista illuminerà la sostanza del suo cinema introspettivo e anti-spettacolare, mai facile o gratificante ma ricco dell'umanità di cui sono portatori i suoi personaggi, fragili lottatori pieni di umane debolezze ma capaci di riscatto in un mondo in cui è sempre più difficile vivere.
I nomi di Bergman, Bresson, Kieslowski sono quelli che viene naturale citare nell'accostarsi a un cinema così poco spettacolare ma così denso e 'visivo' come quello di Bernard Émond. Il nome del maestro polacco sorge spontaneo anche in relazione alla struttura dei tre film di Émond, ognuno ispirato a un concetto astratto, autonomo rispetto agli altri due, ognuno con un personaggio femminile di grande forza e risalto in una parte da protagonista.
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